Con il termine angiogenesi s'intende la formazione di nuovi vasi sanguigni a partenza da vasi preesistenti. Questo processo gioca un ruolo importante in condizioni fisiologiche, quali sviluppo embrionale e riparazioni di ferite, e in condizioni patologiche, come la crescita di tumori, malattie infiammatorie croniche (artrite reumatoide). A livello oculare l'angiogenesi è responsabile di numerose malattie che portano ad un grave calo visivo, quali retinopatia diabetica proliferante (RDP), retinopatia del prematuro (ROP), glaucoma neovascolare, e degenerazione maculare legata all'età (AMD).
Processo dell'angiogenesi.
In questo processo semplificando, si possono riconoscere
tre fasi:
Regolazione dell'angiogenesi.
Il processo dell'angiogenesi è regolato da un complesso
insieme di fattori angiogenetici ed antiangiogenetici, il cui equilibrio determina
o no la formazione di neovasi. I meccanismi che portano alla produzione e liberazione
dei fattori angiogenetici non sono ancora del tutto chiari. È noto che l'ipossia
e determinate condizioni infiammatorie possono liberare il VEGF. Da studi sperimentali
in vivo è stata dimostrata la presenza di questo fattore nell'occhio in corso
di RDP.
Esistono quattro isoforme di VEGF che possono legare tre diversi recettori specifici.
Questi recettori sono stati trovati ad alte concentrazioni sulle CE oculari.
A livello retinico le cellule che formano la parete dei capillari (CE, periciti,
e cellule muscolari lisce) sono in grado di liberare il VEGF, così come le cellule
di Müller e le cellule dell'EPR. Il VEGF liberato può indurre angiogenesi a
livello retinico, o diffondere verso il segmento anteriore, determinando la
formazione di neovasi a livello irideo.
Il VEGF attualmente è il fattore più studiato e pertanto sembra essere il principale
responsabile dell'angiogenesi, ma probabilmente altri fattori, come il fibroblast
growth factor (FGF), giocano un ruolo importante in questo processo a livello
oculare.
Aspetti generali dell'inibizione dell'angiogenesi.
Il trattamento delle condizioni neovascolari oculari è spesso
insoddisfacente. Gli aspetti generali riguardo alla terapia antiangiogenica
derivano dall'esperienza in campo oncologico.
Il trattamento a livello oculare dovrà essere a lungo termine, della durata
di mesi o anni.
I possibili effetti collaterali di una terapia locale o sistemica vanno tenuti
in considerazione, perché possono essere molto gravi in corso di gravidanza.
Infatti, l'angiogenesi è un processo fisiologico importantissimo nel ciclo riproduttivo
femminile e nello sviluppo del feto. A livello oculare l'applicazione di un
farmaco antiangiogenetico può essere sia sistemico che locale, riducendo in
tal modo gli effetti collaterali sistemici.
La terapia antiangiogenetica dovrebbe mirare ad eliminare lo stimolo che causa
la liberazione dei fattori angiogenetici. Pertanto la prima possibilità farmacologia
di questo processo è il blocco dei fattori angiogenetici stessi. Data però la
moltitudine di fattori che vi prendono parte l'inibizione di un singolo agente
probabilmente non è sufficiente.
Un secondo approccio farmacologico può essere l'inibizione della proliferazione
e migrazione delle CE interferendo a livello dell'interazione tra le CE e la
ECM circostante. Questo può essere raggiunto con l'inibizione delle proteine
di adesione delle CE, le integrine, o la loro controparte nella matrice extracellulare.
A tal proposito sono in corso studi clinici con il VITAXIN, un inibitore dell'integrina
avb3. Anche fattori che interferiscono con le proteasi che degradano la ECM
possono essere impiegati, un esempio è il BATIMASTAT, inibitore delle metalloproteinasi
della matrice (MMP) o TIMPs 1-3.
Un terzo approccio della terapia antiangiogenetica prevede la riattivazione
dei fattori locali antiangiogenici preesistenti, che, ad esempio nella retinopatia
diabetica, sono ipoespressi.
Inibizione del fattore angiogenetico VEGF.
Essendo il VEGF il fattore più studiato, riportiamo di seguito
i meccanismi della sua inibizione.
La sua inibizione può avvenire a quattro differenti livelli agendo sulle sue
proprietà angiogeniche oltre che interferendo sull'aumentata permeabilità.
Farmaci antiangiogenesi per la degenerazione maculare
legata all'età.
Vi sono attualmente in studio diversi farmaci antiangiogenesi
per il trattamento della degenerazione maculare essudativa che hanno mostrato
risultati incoraggianti nelle prime fasi di sperimentazione clinica. Queste
molecole prevengono il legame del VEGF con i suoi recettori presenti sulla superficie
delle CE. Nella maggior parte dei casi, i farmaci sono somministrati attraverso
iniezione intravitreale, in modo da diffondere nello spazio sottoretinico, dove
i neovasi proliferano, e bloccare la neovascolarizzazione.