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04/10/2011
Anti-VEGF associato a terapia fotodinamica in casi particolari di neovascolarizzazione coroideale

Neovascolarizzazione coroideale associata a strie angioidi


 La neovascolarizzazione coroideale è la principale causa di grave perdita visiva in oltre il 50% dei pazienti con strie angioidi. Diverse strategie terapeutiche (fotocoagulazione laser, terapia fotodinamica, rimozione chirurgica, anti-VEGF intravitreale) sono state utilizzate con insoddisfacenti o incerti risultati. In uno studio pubblicato su Retina di agosto 2011 viene proposto un trattamento combinato di Lucentis intravitreale e terapia fotodinamica a ridotta fluenza.


Dieci occhi di dieci pazienti con neovascolarizzazione coroideale secondaria a strie angioidi sono stati trattati con terapia fotodinamica a ridotta fluenza seguita immediatamente da iniezione intravitreale di Lucentis. I pazienti erano esaminati mensilmente per un anno e ritrattati con Lucentis in caso di persistente attività neovascolare rilevata con OCT e fluorangiografia.


Un mese dopo il trattamento combinato il fluido intra e sottoretinico era completamente risolto in 9 dei 10 occhi. Alla fine del follow-up solo in 3 occhi era ancora presente minimo edema retinico. Lo spessore medio foveale risultava ridotto significativamente da 332,2 a 235, 7 µm.  Otto dei 10 pazienti ottenevano un miglioramento dell’acutezza visiva con un aumento di due linee nel 60% dei casi. Il numero medio di iniezioni eseguite nel corso del follow-up era 1,5. Non si osservavano complicanze.


I risultati preliminari di questo studio indicano che la combinazione di Lucentis intravitreale e terapia fotodinamica a bassa fluenza può risultare un trattamento più efficace di altri nella neovascolarizzazione coroideale che complca le strie angioidi.


RETINA 31:1279-1286,2011



Vasculopatia coroideale polipoide


La vasculopatia coroideale polipoide (VCP)  è un tipo particolare di neovascolarizzazione coroideale caratterizzata da una rete di vasi anomali e terminazioni telangectasiche (polipi) nella coroide. Ha in genere un decorso migliore della degenerazione maculare senile neovascolare. Però  ha anch’essa una prognosi per lo più sfavorevole essendo causa di emorragie ed essudazione con conseguente perdita della visione centrale. La terapia fotodinamica (PDT) sembra attualmente essere un trattamento utile e preferibile all’osservazione e alla fotocoagulazione laser.


Si è rilevato di recente  che nella VCP, come nella degenerazione maculare senile neovascolare, esiste una abnorme produzione di vascular endothelial grow factor (VEGF). Studi recenti hanno anche riportato l’efficacia dell’iniezione intravitreale di Avastin e Lucentis nel ridurre gli effetti emorragici ed essudativi della VCP, senza però diminuire le anomalie vascolari.  Sulla base di questi dati si può ritenere che la combinazione di anti-VEGF e PDT possa migliorare i risultati di ciascuna delle due monoterapie.


In uno studio pubblicato su Retina di agosto 2011 diciassette occhi con VCP sono stati sottoposti a iniezione intravitreale di Lucentis seguita entro una settimana da PDT a dose piena. Altre due iniezioni di anti-VEGV venivano effettuate a uno e due mesi dalla prima. Acutezza visiva, spessore foveale e l’osservazione delle anomalie vascolari con angiografia con verde di indocianina erano i criteri per valutare i risultati e decidere un eventuale ritrattamento. Il follow-up medio è stato di 13,8 mesi durante il quale i pazienti hanno ricevuto una media di 3,2 iniezioni intravitreali e 1.3 PDT. Cinque dei 17 occhi sono stati ritrattati.


Alla fine del follow-up 9 occhi avevano un’acutezza visiva migliorata e 7 invariata. Solo in uno il visus peggiorava. I pazienti guadagnavano una media di 3  linee a 12 mesi. Lo spessore foveale medio inizialmente di 351 µm era di 204 µm a 12 mesi.Nei  quindici occhi con significativo edema maculare (<275 µm) questo appariva completamente risolto alla fine del follow-up. A sei mesi dal trattamento l’angiografia con verde di indocianina mostrava occlusione delle formazioni polipoidi in 6 occhi e riduzione della loro  grandezza in 7. Nessuna complicanza oculare veniva osservata.


Dai risultati di questo studio si desume che una terapia combinata di Lucentis intravitreale e PDT può essere in grado di produrre stabilizzazione della visione, riduzione dell’essudazione e regressione delle lesioni nella vasculopatia coroideale polipoide.


RETINA 31:1287-1293,2011


 



 

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