Introduzione.
Il termine foro maculare è usato per descrivere un
difetto retinico a tutto spessore nell’area foveolare. L'area foveolare è
particolarmente suscettibile alla formazione di un foro a causa della sua sottigliezza,
avascolarità e macanza di suppoto che è fornita in altre aree
retiniche dalle cellule di Muller, e a causa di una relativamente spessa membrana
limitante interna o lamina basale. La ferma adesione del vitreo alla lamina
basale nell'area perifoveale è anche importante nella patogenesi della
formazione del foro maculare. Ci sono numerose cause della formazione del foro
maculare che includono la degenerazione miopica, l'edema maculare cistoide,
la trazione vitreo-maculare, la contrazione di una membrane epiretinica, il
trauma, e la retinopatia solare (retinite foveo-maculare), ma per la maggior
parte i fori maculari sono idiopatici.
Il foro maculare senile idiopatico è un disordine che si presenta in individui che sono altrimenti in buona salute e che sono nella sesta decade di vita o oltre. Le donne sono colpite più spesso degli uomini in un rapporto di 2:1. Il rischio di un coinvolgimento bilaterale è del 10-20% ma raramente la comparsa è simultanea. L'incidenza del foro maculare è circa 1:5000 individui. I primi sintomi del foro maculare sono annebiamento della vista, metamorfopsia e scotoma negativo all’inizio, spesso prima dello sviluppo del foro. La presnza di fotopsia è rara. All'inizio l'acuità visiva può essere quasi normale. Ona volta che il foro maculare si è completamente formato l’acuità visiva è di solito compresa fra 4/10 e 1/20, ma raramente è peggiore. Clinicamente, un foro maculare appare come un difetto retinico a tutto spessore nell'area foveale, circa 500 µm di diametro. Spesso c’è un opercolo sospeso sulla superfice della menbrana ialoidea posteriore in fronte del foro. Un anello di fluido sottoretinico circonda il foro. In alcuni pazienti, depositi gialli e rotondi si formano nel letto del foro a livello dell'epitelio pigmentato retinico.
Definizione.
I fori maculari sono difetti retinici a tutto spessore di
circa 300-500 µn in diametro. Sono bilaterali nel 10% dei casi e colpiscono
le donne più frequentemente degli uomini nella sesta e settima decade
di vita.
Storia.
Il foro maculare idiopatico e stato descritto come una entità
clinica separata più di cento anni fa, e Ogilvie ha introdotto per primo
il termine foro maculare. Gass per primo ha descritto gli stadi della formazione
del foro maculare nel 1988. Kelly e Wendel riportarono sul trattamento chirurgico
dei fori maculari nel 1991.
Epidemiologia e prevalenza.
La prevalenza dei fori maculari è estimata allo 0.14%.
La maggioranza dei casi sono unilaterali.
Cause.
Idiopatico, traumatico, edema maculare cistoide, degenerazione
miopica.
Istopatologia.
L'opercolo in fronte di un foro maculare a tutto spessore
è attaccato ad uno strato di collageno che fa parte della membrane ialoidea
posteriore ed è composto primariamente di cellule del Muller e astrociti
fibrosi senza membrane limitante interna. Nessun tessuto nervoso è presente.
Questi risultati indicano che c’è una proliferazione degli astrociti
fibrosi e delle cellule del Muller con la formazione di un foro maculare e che
questo tessuto cicatriziale può essere rimosso dalla trazione vitreale
e andare a formare l'opercolo. Dunque l'opercolo in fronte ad un foro maculare
non rappresenterebbe la retina foveale rimossa dalla sede del foro maculare,
ma tessuto cicatriziale.
Difetto di base.
Difetto a tutto spessore nella retina neurosensoriale foveale.
Comportamento biologico e prognosi.
Il foro maculare completo evolve attraverso una serie di
stadi che incominciano con il foro maculare incipeiente. Circa metà dei
fori maculari incipienti regrediscono spontaneamente. La metà rimanente
progredisce a foro maculare a tutto spessore. In un paziente con un foro maculare
in un occhio il rischio di sviluppare un foro maculare nell'occhio controlaterale
è meno del 2% se c'è gia un distacco del vitreo posteriore. Se il vitreo
posteriore è attaccato il rischio è circa del 15%. Se un foro
maculare incipiente è presente nell'occhio controlaterale il rischio
aumenta al 50%.
Fattori sistemici associati.
Solo pochi fattori sistemici sono associati con il foro
maculare. I fori maculari sono fortemente associati con il sesso femminile.
C'è qualche evidenza per il ruolo di un improvviso squilibrio ormonale, che
può spiegare l'aumento di severità dei sintomi con la menopausa
e l'aumentato rischio associato con l'isterectomia e l'ovarictomia. Comunque,
il particolare fattore eziologico che aumenta il rischio per le donne non è
ancora ben compreso.
Evoluzione.
La formazione del foro maculare idiopatico progredisce attraverso
4 stadi.
Stadio I. Distacco foveale.
L'acuità visiva è di solito compresa fra 8/10 e 4/10. Il vitreo è
trasparente e attaccato. L'easame biomicroscopico con una sottile fessura di
luce dimostra la scomparsa della depressione foveale ma non c’è ancora
nessuna soluzione di continuo nella retina. A secondo di quando il paziente
è osservato dopo la comparsa dei sintomi e dal grado di sollevamento
retinico, nell'area foveolare è presente o un punto giallo di 100 to
200 µm in diametro (stadio IA) o un anello giallo (stadio IB). Alcune
sottili strie retiniche, che sono meglio osservate con la retroilluminazione,
possono irradiarsi dall’area foveolare. La lesione gialla rappresenta una scchisi
focale o un distacco retinico, prima nell'area foveolare e poi foveale come
risultato di una contrazione locale del vitreo prefoveolare e di una contrazione
tangenziale. Il colore giallo è probabilmente causato da una maggiore
visibilità del pigmento xantofillico nell'area di separazione focale
dall'epitelio pigmentato retinico. Come il distacco retinico foveolare progredisce
a distacco retinico foveale, il progressive stiramento e assottigliamento dell'area
foveolare può causare la ridistribuzione del pigmento xantofillico in
una configurazione ad anello. In questo stadio iniziale l'esame con l'angiografia
a fluorescenza è di solito normale, mentre l'esame con la tomografia
ottica a radiazione coerente (OCT) dimostra la presenza di una trazione vitreoretinica
e il sollevamento foveolare.


Stadio II. Foro maculare precoce.
Nella maggioranza dei pazienti l'anello giallo ingrandisce e una deiescenza
retinica a tutto spessore si sviluppa in parecchie settimane o mesi. La rottura
inziale è spesso eccentrica, vicino al bordo dell'anello e si ingrandisce
nel corso di settimane per formare un foro maculare rotondo. In questo stadio
l'angiografia a fluorescemza dimostra la presnza di una iperfluorescenza per
difetto finestra nell'area foveale. L'easame con OCT dimostra lal presenza di
un piccolo foro maculare < 300 µn in diametro, senza distacco della ialoide
posteriore. Un altro esame che abbiamo usato con succcesso per confermare la
presenza di un foro maculare è l'esame dell'autofluorescenza con L'Hidelberg
Retinal Analyzer (HRA). Un foro maculare completo appare autofluorescente, per
mancanza del pigmento retinico xantofillico nell'area foveolare, che in condizioni
normali blocca l'autofluorescenza proveniente dall'epitelio pigmentato retinico.
In circa 40% dei casi di foro maculare al primo stadio ci può essere
una separazione spontanea del vitreo posteriore dalla retina senza la formazione
di un foro macualre a tutto spessore. Questi pazienti di solito notano un miglioramento
dell'acuità visiva. L'esame biomicroscpico rivela una risoluzione del
distacco retinico foveale. Frequentemente, un’opacità e presente a livello
della ialoide posteriore in fronte del foro. In alcuni occhi il riattaccamento
foveale è associato con la formazione di un foro lamellare di colore
rossastro della retina interna e formazione di un opercolo.
Stadio III. Foro maculare completo con separazione vitreale.
L'acuità visiva è di solito compresa fra 4/10 e 1/10. Nella maggioranza
dei casi il diametro del foro è di circa 500 µm e c’è un
opercolo sospeso sulla superfice della ialoide posteriore in fronte del foro.
A questo stadio c'è una separazione della ialoide posteriore in fronte
alla macula. La maggior parte dei fori maculari al terzo stadio non progredisce
allo stadio IV.
Stadio IV. Foro maculare con separazione del vitreo posteriore.
A questo stadio c'è un foro maculare a tutto spessore ed una completa
separazione del vitreo posteriore dal disco ottico e dalla macula (Fig.
1,2). Nella maggior parte di questi pazienti un opercolo può
essere localizzato sulla superfice della membrana ialoidea posterire, chiedendo
al paziente di guardare alternativamente in alto e in basso. Il foro maculare
a tutto spessore deve essere distinto dal foro maculare lamellare, un foro nella
membrana epiretinica (pseudoforo) (Fig.3), e una cisti maculare
solitaria. L'OCT e l'angiografia a fluorescenza sono utili nel fare la diagnosi
differenziale.


Chirurgia.
La chirurgia del foro maculare ha un successo anatomico
in circa 90% dei casi. L'acuità visiva di 4/10 o meglio viene raggiunta
in circa la metà dei pazienti con sintomi recenti. Complicazioni includono
il distacco retinico, l'endoftalmite, la tardiva riapertura di un foro inizialmente
chiuso e alterazioni dell’epitelio pigmentato retinico. La chirurgia consiste
nel fare una vitreotomia via pars plana e causare un diastacco completo del
vitreo posteriore, il peeling della membrana limitante interna può essere
effettuato con o senza l'uso di coloranti come il verde all'indocianina (Fig.
4). Alla fine della chirurgia il foro maculare viene tamponato con
l'uso intravitreale di un gas a lunga azione e il paziente deve stare in una
posizione a faccia in giu per circa una settimana.
Figure.
Figura 1. Foro macualre di stadio III.
Notare la presnza di un distacco della membrana ialoidea posteriore in fronte
alla macula e di depositi a livello dell'epitelio pigmentato retinico. Dopo
la chirurgia c'è una chiusura completa del foro evidente sia con l'OCT che con
l'autofluorescenza.
Figura 2. Foro maculare di stadio III con distacco parziale
del vitreo posteriore ed opercolo in fronte del foro attaccato alla ialoide
posteriore visibile con l'OCT. Chiusura del foro maculare dopo chirurgia.
Figura 3. Pseudoforo maculare. Si vede la presenza di una membrana
epiretinica e la mancanza di un foro maculare a tutto spessore con l'OCT. L'autofluorescenza
conferma la mancanza di un foro maculare completo.
Figura 4. Peeling della membrana limitante interna dopo staining
con verde all'indocianina, durante la chirurgia per foro maculare.